Da Il caffè di Venerdì 16 Marzo 2012

Quello che accade online, in internet, nello sterminato mondo del web, non
è mai davvero “virtuale”. Talvolta è un riflesso di ciò che accade nel mondo,
di ciò che è reale, vivo e forte. La
rete è spesso collegamento tra gli
eventi e le persone, unisce attorno ad un’idea, una causa, un valore. E’ un
mezzo.
Nella lotta alle mafie è il lavoro sul territorio che fa la differenza, è
l’impegno quotidiano di tante persone, spesso all’interno di associazioni, che
dà speranza. Ma come tutti sanno è importante che i mass media e, negli ultimi
anni, anche i new media, facciano la propria parte, mettendo al centro
dell’agenda delle notizie non solo la mera cronaca criminale, ma tutto quello
che c’è dietro, dentro, intorno la lotta
alle mafie. Chi è contro la camorra è contro la cultura camorristica
dell’omertà e del silenzio, non“si fa i fatti propri”, e non ignora la
possibilità di cambiamento. Combattere la camorra, a Napoli, come a Caserta,
significa anche informarsi, e quotidianamente fare la scelta giusta. Ecco che
le università, il mondo tutto della cultura e dell’associazionismo e delle
scuola, devono convergere intorno a progetti comuni, laddove la politica è
carente, per risvegliare le coscienze, per uscire dall’incubo di un’intera Campania Felix succube di una malavita
spietata, assassina, distruttiva.
Nell’aula magna dell’Università degli
Studi Suor Orsola Benincasa, nella mattinata di mercoledì 14 marzo, c’è
stata la presentazione del documentario “OLTREGOMORRA
Il tesoro dei boss” per la regia di Aldo Zappalà, docente di Imprenditoria
e Creatività per cinema teatro e televisione (ex Spettacolo e Produzione
Multimediale), e di tre suoi studenti, Jole Rago, Valerio D’Ambrosio e Ilaria
Stefanini. Il film, che andrà in onda in Rai per “La Storia Siamo Noi” è un intenso viaggio nel mondo della Camorra, della ‘Nndrangheta e della Mafia
siciliana, per scoprire quanti soldi
queste organizzazioni criminali sottraggono all’economia del Paese attraverso
il pizzo, traffici illeciti, sofisticazione alimentare, corruzione. Cifre
spaventose, senza calcolare il valore delle proprietà dei boss, come terreni,
case, ville e aziende. I tre giovani denunciano i numeri, ma sanno anche
raccontare con maestria “un metodo” per recuperare le risorse rubate, ovvero il
recupero dei beni confiscati alla
criminalità organizzata. Non solo la confisca e la sottrazione, ma il
riutilizzo, come schiaffo morale ai boss, e come esempio per la società. Nelle
grandi ex ville dei mafiosi, in tutta Italia, l’associazione Libera in
memoria di Don Peppe Diana, promossa
oggi dall’energico Don Ciotti,
organizza attività importanti per i giovani del territorio. In Sicilia, in
Puglia e in Campania, spuntano cooperative agricole, per il recupero dei
terreni, fino alla produzione a Caserta, della “mozzarella della legalità”, in
Sicilia del vino “Cento Passi” e in Puglia dei Tarallini biologici.
Purtroppo
soltanto una parte dei beni sequestrati viene poi realmente convertita in nuove
attività, portando lavoro e ricchezza per i cittadini. La maggior parte dei
beni, resta invece per anni inutilizzata, nell’attesa di processi, tra rinvii e
appelli. Ma il messaggio che il film lancia è importante, perché porta
l’attenzione su una tematica importantissima: togliere i soldi alle mafie, poiché
è soltanto in questo modo che è realmente possibile indebolirle. Dunque
l’auspicio è che forze dell’ordine, magistratura e Stato, collaborino affinché
la criminalità organizzata abbia sempre più difficoltà a infiltrarsi nell’economia sana, e a farla marcire. All’anteprima
del film era presente anche la Fondazione
Polis della Regione Campania, che si occupa delle vittime innocenti della
criminalità organizzata e alcuni parenti della vittime, come Paolo Siani, fratello di Giancarlo,
giornalista 26enne ucciso dalla camorra, e Alessandra
Clemente, la figlia di Silvia Ruotolo, donna uccisa per errore da dei
malavitosi a Napoli. Alessandra commuove con le sue parole, quando parla di
desiderio di cambiare le cose e dell’importanza dell’impegno comune. A questo
proposito annuncia le iniziative di Marzo per la “Giornata della Memoria e
dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, che quest’anno si terrà a
Genova il 17 marzo, cui possono partecipare le scuole, delegati di Libera da
tutta Italia e ogni comune cittadino. Per questa occasione è stato realizzato
un tenerissimo spot dai bambini di
alcune scuole primarie di Genova, Lentini (Sr) e Marano (Na), prodotto dal
“Marano Ragazzi Spot Festival”, che si può trovare su You Tube digitando “Spot 17 Marzo 2012 Genova”.
Su www.liberacaserta.org è possibile tenersi aggiornati sulle
attività dell’associazione Libera
nella zona di Caserta e provincia, mentre su Facebook è presente il gruppo “Le
terre di Don Peppe Diana” e la pagina “Libera
Terra” cooperativa sociale di Castel Volturno. Per chi fosse interessato ad
acquistare i prodotti delle varie cooperative presenti sul nostro territorio,
c’è la lodevole iniziativa “Facciamo un
pacco alla camorra” (www.facciamounpaccoallacamorra.it), un progetto
realizzato da diverse cooperative unite nella realizzazione di un’economia
alternativa a quella camorristica dell’inquinamento e della sofisticazione dei
prodotti fantastici che la Campania ci offre. Per chiunque volesse informazioni
più dettagliate, può scrivere a caserta@libera.it
all’attenzione del referente casertano Valerio Taglione.
Luisa Ferrara